ACCOGLIENZA BAMBINI BIELORUSSI

 

Questo opuscolo vuole essere una guida pratica per tutti coloro che nella fondazione intervengono nella costituzione di un nuovo comitato, consentendo di avere ben presenti le regole con le relative motivazioni.

Allo stesso tempo crediamo che possa servire per dare risposte e chiarire dubbi che, in un campo come la solidarietà, possono sempre sorgere.

L'ospitalità di bambini bielorussi è semplice e complessa al tempo stesso. Dal punto di vista pratico l'esperienza non crea grandi problemi e, nell'eventualità, la fondazione sarà sempre presente avendo già predisposto sul territorio una rete di referenti in grado di intervenire per cercare di risolvere le difficoltà, oltre ad aver attivato quanto possibile per proteggere sia il bambino che la famiglia ospitante (accompagnatori, assicurazione ecc.) affinché l'esperienza sia la più serena possibile per entrambi.

Grande attenzione invece deve essere posta all'aspetto psicologico: sono bambini che provengono da una realtà socio‑economica molto disagiata per cui è fin troppo facile interferire nella psiche che in tutti i bambini è labile e ricettiva, ma in loro lo è ancora di più.

Fin dall'inizio la fondazione "Aiutiamoli a vivere" ha inteso la "vacanza terapeutica" dei bambini bielorussi colpiti dal disastro di Chernobyl come uno strumento da offrire al più alto numero di bambini possibile.

Da ciò deriva la decisione di effettuare una "rotazione" dei bambini cercando di dare pari opportunità di miglioramento della loro condizione psicofisica cercando al tempo stesso di non incidere negativamente sul loro equilibrio.

Nel caso che si voglia saperne di più su questa "esperienza" e non si conoscano referenti della fondazione, è necessario innanzitutto telefonare alla sede di Terni ( 0744/279560 ) che metterà a disposizione il più vicino delegato di zona per illustrare, nel modo migliore, tutti gli aspetti pratici ed organizzativi.

 

MODALITÀ DI ACCOGLIMENTO DEI BAMBINI

 

Per effettuare l'accoglienza di bambini bielorussi è necessario un gruppo di persone motivate, spinte cioè da spirito altruistico e di solidarietà. Il numero minimo per effettuare l'esperienza sarà di almeno 10 famiglie.

I bambini, tramite la fondazione, possono venire in Italia per un mese circa e una sola volta l'anno, in periodo estivo o scolastico. I bambini alla prima esperienza normalmente avranno un'età compresa tra 7 e 13 anni, preferibilmente in stato di bisogno fisico e/o morale. e possono provenire da famiglia o da istituto.

I bambini arrivano con un accompagnatore che conosce la lingua italiana, nella proporzione di uno ogni 15/20 bambini circa.

Nel periodo scolastico (da settembre a maggio) possono venire soltanto i bambini che frequentano le classi :1a,2a,3a e 4a.

I ragazzi che frequentano dalla 5a classe in poi, non possono venire nel periodo scolastico

Richieste nominali verranno valutate di volta in volta dalla sede nazionale, ma in ogni caso le segnalazioni devono essere fatte dal comitato e non dalle singole famiglie.

Se la fondazione verifica che un bambino, durante lo stesso anno di accoglienza, ha già effettuato un altro soggiorno in Italia, quel bambino non potrà essere inserito in elenco. Lo stesso vale per quei bambini che, dopo il soggiorno con la fondazione nello stesso anno, hanno effettuato un'ulteriore vacanza terapeutica in Italia.

Le nuove famiglie potranno indicare il sesso del bambino che intendono ospitare, ma unicamente se ci sono situazioni abitative tali che renderebbero problematica l'accoglienza di un maschio o di una femmina.

 

Vogliamo ricordare ai responsabili dei Comitati, ai delegati di Zona e Regionali che nella richiesta dei bambini nuovi, più sono gli indifferenti per quanto riguarda il sesso, più si agevola il nostro ufficio di Minsk nel reperimento dei bambini. La cosa è FONDAMENTALE se parliamo di bambini che arrivano in periodo scolastico.

Il Governo Bielorusso, infatti, per motivi facilmente comprensibili, preferisce che arrivino classi intere accompagnate da un loro maestro, PER CUI LA SCELTA DI ETÀ E SESSO NON HA PIÙ SENSO E LA FONDAZIONE NON NE PUÒ TENER CONTO, fermo restando il limite di 13 anni per coloro che vengono in Italia per la prima volta e salvo eventuali eccezioni,

E' tuttavia auspicabile che un atto di solidarietà così elevato non venga offuscato dalla perdita di entusiasmo, qualora arrivasse un bambino di sesso o età diversa da quello desiderato.

Se i bambini provengono da istituto, il governo bielorusso impone un/a maestro/a, (che non conosce la lingua italiana) in proporzione di 1/15‑20, anche in estate. Accompagnatori e maestri possono essere di ambo i sessi e vengono ospitati, come i bambini, in famiglia o in strutture adeguate.

I comitati che attuano l'esperienza per gli anni successivi al primo, nella compilazione del foglio famiglia devono dare o meno la disponibilità alla eventuale sostituzione dei bambino scrivendo Si o NO nell'apposita casella. Questo serve ad evitare dubbi, perdite di tempo, incomprensioni e costi elevati di telefono e fax tra la sede di Terni, i Comitati e l'ufficio di Minsk.

Precisazioni:

La fondazione, chiedendo la disponibilità o meno della famiglia ad accettare la sostituzione del minore richiesto, intende applicare tale prerogativa ai seguenti casi:

1) impossibilità di rintracciare la famiglia del minore o anche di uno dei genitori (poiché devono firmare entrambi per l'espatrio);

2) Il bambino ha già effettuato o sta effettuando l'esperienza di vacanza terapeutica con altra associazione.

 

I casi di mancato arrivo di bambini si possono verificare in seguito a situazioni di emergenza, quali malattie improvvise negli ultimi giorni prima della partenza, oppure che il bambino non si presenti all’aeroporto per i motivi più vari, motivi che saranno conosciuti dai nostri responsabili in Bielorussia solo nei giorni successivi. In tutti questi casi la sostituzione, per mancanza di tempo non sarà possibile. La Fondazione comunque fornirà alle famiglie tutte le spiegazioni in suo possesso. Se la famiglia lo desidera potrà richiedere il bambino l'anno successivo.

Risulta evidente che la solidarietà più ampia si evidenzia quando tutte le famiglie danno la loro disponibilità all’eventuale sostituzione del minore, non legandosi unicamente a quello specifico bambino richiesto.

 

La fondazione fin dall'inizio, si è posta seriamente la domanda: qual è il bene dei bambino? Quale la forma migliore per aiutarlo?

Non avendo una risposta certa su un problema così complesso e ampio, ha cercato il parere di persone esperte  (assistenti sociali, psicologi, etc,) e si è affidata anche al buon senso.

Ciò ha prodotto alcune "regole" (tra cui la rotazione dei bambini ) che purtroppo sono servite ad altre associazioni per incrementare il numero dei bambini da loro accolti (sempre gli stessi), ma ci hanno dato la certezza di aver fatto il possibile per operare, in buona fede, per il bene del bambino o comunque producendo il male minore possibile, finanziando allo stesso tempo progetti in Bielorussia finalizzati al miglioramento della vita dei bambini nel luogo dove vivono.

 

La fondazione auspica che la solidarietà (in questo caso l'ospitalità di bambini) metta radici nelle famiglie in modo tale che abbia un seguito, magari espletandosi con altri bambini o in altre forme.

Non tutte le famiglie assimilano e si convincono dell'opportunità della rotazione negli stessi tempi e modi. I problemi dei bambini ospiti spesso sono differenti.

Non tutti hanno le stesse reazioni comportamentali a fronte dei medesimi stimoli o avvenimenti. La rotazione quindi, è opportuno attuarla tenendo conto anche di questi fattori.

Ci saranno dunque casi in cui non sarà opportuno far tornare un bambino dopo appena un anno o due, e casi in cui sarà necessario ospitarlo per più anni.

Ecco quindi che l'intero gruppo di famiglie, vale a dire il Comitato, deciderà i tempi della rotazione.

Per poter far questo però tra le famiglie ci deve essere dialogo, condivisione, aiuto reciproco: tutte cose che vogliono significare maturazione e consapevolezza della solidarietà.

In sintesi è opportuno, attraverso la formazione e l’auto aiuto, sviluppare un comune sentire che sia proiettato verso il bene del bambino, e non solo a parole o superficialmente. E' il gruppo che deve crescere attraverso il confronto e la riflessione. Che tutto questo sia fatto dal gruppo in modo autonomo o chiedendo aiuto all'esterno (psicologo, famiglie più esperte che provengono da accoglienze ripetute dello stesso o di altri comitati vicini) è un'opportunità che in molti gruppi viene già applicata con successo.

Tutto questo, ne siamo certi, consentirà al gruppo scelte equilibrate e condivise, a volte anche dolorose, ma soprattutto operate nell'unico interesse del bambino.

È in questa ottica che la fondazione, nel dare l'opportunità ai comitati di effettuare una rotazione differenziata, la condiziona alla predisposizione di un progetto, attuabile in Italia o in Bielorussia, a favore dello stesso gruppo o di altri bambini.

Tale progetto deve essere presentato al proprio delegato di zona o regionale (nel caso il primo non esista) che lo valuterà e lo sottoporrà  al  C. d. A. della fondazione.

 

SCELTA DELLE FAMIGLIE

 

Alla base di un'esperienza ben riuscita è di primaria importanza la scelta delle famiglie che devono avere alcune caratteristiche irrinunciabili: essere di sani principi morali; non aver avuto condanne penali o procedimenti giudiziari in atto; preferibilmente con figli e con una disponibilità adeguata di tempo da dedicare ad un bambino che arriva per la prima volta in un paese e in una famiglia che non conosce, così diversa dalla sua o, nel caso di bambini provenienti da istituto, che non ha mai avuto o che è stata per lui una pessima esperienza.

Ci sono stati casi, anche se limitati, in cui fin dai primi giorni di accoglienza sono emersi problemi che, valutando attentamente le richieste delle famiglie, il Comitato poteva evitare.

È quindi obbligatoria un'attenta selezione delle famiglie, unita alla loro preparazione, cercando la collaborazione di strutture pubbliche, (servizi Sociali o altro) integrandola con l'esperienza di alcune famiglie del Comitato "più esperte" e motivate o chiedendo consiglio al gruppo formatori della Fondazione.

Intervenire quando il problema si è manifestato diventa difficile e crudele, qualunque soluzione si trovi.

È importante negli incontri con le famiglie "nuove", far capire e ribadire il concetto di solidarietà vera, non legata a quel particolare bambino che arriverà la prima volta, ma indirizzata ad un "POPOLO" di bambini che vivono in un paese con gravi difficoltà economiche e sociali.

In ogni caso, ma specialmente quando si ospitano bambini provenienti da istituto, riteniamo che sia necessario (vedi nota sopra) prevedere una sia pur breve esperienza formativa che tenda a preparare le famiglie ad accogliere un minore in difficoltà e, se possibile far si che siano seguite durante tutto il periodo di accoglienza.

È opportuno ricordare  che il rapporto tra famiglia e minore non può e non deve essere improntato come "genitoriale". In un caso, la famiglia vera è presente e non va sostituita, nell'altro caso un rapporto che preveda un affidamento o un'adozione deve seguire altre strade che nulla hanno a che vedere con un accoglimento temporaneo.

Purtroppo in alcune situazioni si tende a sminuire l'impatto sul bambino proponendosi in maniera non corretta, (affettività e permissività eccessive), per cui crediamo che l'appoggio di persone “esperte" possa essere di grande aiuto in una esperienza delicata, ma che deve essere vissuta con gioia da ambedue le parti.

 

N.B. Il Comitato Minori Stranieri non ritiene idonei all'accoglienza di minori gli uomini celibi. Inoltre le famiglie che abbiano intrapreso le pratiche d'adozione o abbiano già ottenuto l'idoneità, non possono ospitare bambini che non siano sotto la tutela dei genitori.

 

PERIODO SCOLASTICO

 

Se il Comitato intende ospitare il gruppo dei bambini durante il periodo scolastico, è necessario che insieme ai soliti documenti (vedi sito www.aiutiamoliavivere.it ) invii alla fondazione un modulo timbrato e firmato dal Preside della Scuola che ospiterà i bambini, o da chi metterà a disposizione locali adatti allo scopo, in cui dichiari la disponibilità delle aule necessarie all'espletamento dell'attività scolastica per il periodo richiesto. Durante il periodo scolastico, che va dal 1° settembre al 31 Maggio, è obbligatoria la presenza, oltre che dell'accompagnatore, anche di un maestro/a per ogni 25 bambini/e, per lo svolgimento delle lezioni, secondo il programma del Ministero dell'educazione Bielorusso.

Il responsabile del Comitato dichiarerà inoltre, sullo stesso modulo fornito dal Comitato Minori di Roma, i giorni di lezione, l'orario ecc...E' obbligatorio attenersi alle disposizioni scritte su questo modulo.

N.B. Tutti i bambini hanno l'obbligo di frequentare le lezioni. Eventuali assenze devono essere giustificate da certificati medici. Brevi assenze di uno o due giorni possono essere previste ma solo se interessano tutta la classe: le lezioni inizieranno massimo due giorni dopo l'arrivo dei minori e si concluderanno non più di due giorni prima della loro partenza.

  

ARRIVO DEI BAMBINI

 

I bambini compiono un viaggio di molte ore dai luoghi dove vivono fino a Minsk, capitale della Bielorussia, prima di volare in Italia.  Al loro arrivo, hanno bisogno, per uno o due giorni, di riposo e tranquillità. È opportuno, soprattutto per non creare confusione ed invidie, (sia tra i bambini che tra le famiglie ospitanti), che in aeroporto si rechino poche persone (Max 2 o 3) che fanno parte del Comitato o designate dallo stesso. Nei limiti del possibile, in aeroporto ci sarà sempre qualcuno della sede di Temi o i responsabili Regionali e/o di Zona a coordinare l'arrivo e il transito in frontiera dei bambini. All'arrivo nella città in cui trascorreranno il periodo di soggiorno, é opportuno che trovino tutte le famiglie ad aspettarli in un unico luogo dove, con l'aiuto dell'accompagnatore, il responsabile del Comitato provvederà all'abbinamento famiglia ‑ bambino.

Nel tragitto dall'aeroporto al luogo di accoglienza e viceversa è bene (anche per esigenze assicurative) che i bambini viaggino tutti insieme. È quindi sconsigliato, in queste due occasioni, trasportare i bambini con auto personali. Si suggerisce, nei giorni seguenti l'arrivo, di dare l’opportunità ai bambini di telefonare a casa per tranquillizzare le famiglie.

 

ASSICURAZIONE

 

La fondazione ha stipulato con la Compagnia Helvetia un'assicurazione per bambini e adulti che copre i rischi di morte, invalidità permanente, ricovero per malattia, ricovero da infortunio, R.C. verso terzi. L'Assicurazione copre esclusivamente i ricoveri per malattie non pregresse ed interventi che abbiano carattere di urgenza, vale a dire quando è in pericolo la vita dei bambino.

 

REGOLE DI COMPORTAMENTO RELATIVE ALL'ASPETTO MEDICO‑SANITARIO

 

INDICAZIONI GENERALI

1)    All'arrivo del gruppo (nei primissimi giorni) tutti i bambini devono essere sottoposti ad un accurato

      controllo pediatrico.

2)    Nel caso in cui il pediatra riscontrasse qualche problema che necessiti di ulteriore approfondimento,   

      è opportuno procedere alla visita specialistica.

3)  Se invece il pediatra verifica uno stato di salute soddisfacente, le famiglie sono tenute a non

      effettuare ulteriori accertamenti.

4)    Le analisi del sangue sono un intervento invasivo pertanto non vanno eseguite se non su

      specifica richiesta medica previa autorizzazione dei delegato di zona o responsabile regionale.

5)        Si auspica per tutti i bambini, un controllo dentistico per semplici cure dentarie.

 

SE IL BAMBINO AVESSE PROBLEMI DI SALUTE DURANTE LA SUA PERMANENZA

 

A ‑ Contattare subito il pediatra o il medico di base.

B ‑ Nel caso in cui si presentasse la necessità di accedere al pronto soccorso:

     avvisare immediatamente il Presidente del Comitato e l’interprete.

C ‑ Se fosse necessario il ricovero, il Presidente di Comitato deve:

‑ dare immediata comunicazione al delegato di zona o Presidente regionale e alla sede nazionale.

-          inviare a Terni (per fax : 0744/282460) la copia del foglio di ricovero con la diagnosi presunta.

-          Tutti i certificati medici devono essere redatti da una Struttura Sanitaria Pubblica

 

N.B. Se la denuncia non arriva alla sede nazionale (che successivamente la trasmetterà all'assicurazione) entro tre giorni, il Comitato dovrà farsi carico di tutte le spese di ricovero

 

D – Al termine del ricovero il comitato è obbligato a fare tre cose:

1 .   Comunicare tempestivamente le dimissioni alla sede di Temi inviando per fax (0744\282460) il relativo certificato.

2.    Richiedere la cartella clinica, una copia della quale, opportunamente tradotta, verrà consegnata al minore (se possibile). Un'altra copia dovrà essere inviata alla sede di Terni per essere consegnata all'Assicurazione.

3.         Se viene richiesto il pagamento della prestazione, la fattura relativa alla degenza dovrà

essere intestata ed inviata alla sede nazionale

 

Si rammenta che l'accompagnatore è il responsabile dei bambini di fronte al governo bielorusso, pertanto deve essere avvertito e, se possibile, presente ogni volta che si ricorre a strutture mediche di qualsiasi tipo.

 

Va ricordato alle famiglie che l'adozione di semplici norme igieniche e comportamentali sono opportune, anzi vivamente consigliate, per salvaguardare, sia il minore che la famiglia ospitante.

Si ribadisce che è assolutamente vietato effettuare interventi chirurgici di qualsiasi entità, anche in presenza di autorizzazione dei genitori del bambino, senza aver ottenuto dal Ministero della Sanità bielorusso l'autorizzazione al visto per salute. Tale pratica può essere inoltrata esclusivamente dalla sede nazionale e solo per interventi che non sono realizzabili in Bielorussia.

 

RAPPORTI TRA FAMIGLIE / COMITATI E SEDE DI TERNI E DI MINSK

 

Per evitare sovrapposizioni e confusione, le singole famiglie dovranno comunicare i problemi o chiedere informazioni al responsabile del Comitato il quale si rivolgerà al proprio responsabile di Zona. Se il problema non trova soluzione a questo livello, quest'ultimo deciderà di rivolgersi al responsabile regionale o alla Sede Nazionale. Le singole famiglie non devono avere rapporti con la sede di Terni e di Minsk se non in casi eccezionali, per l'evidente impossibilità da parte dei responsabili nazionali a soddisfare tutte le richieste, specialmente nei momenti "CALDI", nei periodi cioè di preparazione dei documenti, della formazione dei gruppi e dell'arrivo dei bambini.

 

ACCOMPAGNATORI

 

Sono i responsabili dei minori!

I gruppi dei bambini arrivano obbligatoriamente con uno o più accompagnatori che conoscono la lingua italiana. Oltre a quello di accompagnatori, la loro funzione è quella di far da tramite tra bambini e famiglie ospitanti. Si potranno così risolvere i piccoli problemi, ma anche comprendere meglio le abitudini diverse e gustare in modo più completo le cose piacevoli che riserva l'affido temporaneo di un bambino straniero.

Gli accompagnatori fin dall'inizio devono mettere a disposizione del Comitato e delle famiglie tutto ciò che è in loro possesso e che riguarda i bambini (notizie mediche, ecc.).

Gli accompagnatori sono a disposizione per tutte le necessità che possono presentarsi durante il soggiorno; Collaborano alle attività cercando di facilitare l'integrazione dei bambini Bielorussi con i loro coetanei italiani e le famiglie.

Nel Comitato ci saranno uno, massimo due persone con le quali l'accompagnatore si rapporterà. Il responsabile del comitato dovrà concedergli "giorni di libertà" totali o parziali poiché anche questi ha  bisogno di "staccare" e di non essere sempre sotto pressione. Questo potrà essere fatto, ma si dovrà sempre sapere dove si trova l'accompagnatore.

L'accompagnatore non potrà allontanarsi dal luogo in cui risiedono i bambini senza preventiva autorizzazione del responsabile di Comitato e ciò sarà possibile solo se sul posto o nelle immediate vicinanze c’è un'altra persona che conosce la lingua bielorussa disponibile a subentrare durante la sua assenza. Le famiglie, di loro iniziativa, non devono allontanarsi con l'accompagnatore dal luogo di soggiorno dei bambini .

E' opportuno che ogni famiglia abbia una lista con i numeri di telefono delle altre famiglie ospitanti, questo renderà più facile contattare l'accompagnatore quando, come capita spesso, quest'ultimo si trova presso una di loro.

L'accompagnatore per il suo lavoro riceve un rimborso spese dalla Fondazione. Eventuali atti di liberalità in questo senso possono essere a discrezione del Comitato e non delle singole famiglie, ma sono comunque vivamente sconsigliati.

L'accompagnatore dovrà consegnare al responsabile del comitato un modulo prestampato che i responsabili di comitato al termine del soggiorno compileranno, eventualmente aggiungendo una nota a parte, e riconsegneranno in busta chiusa all'accompagnatore perché lo riporti alla sede di Minsk. Detto modulo non è una richiesta della fondazione ma una pretesa delle autorità bielorusse. Una copia di detta relazione deve essere inviata alla sede di Terni.

 

ALLONTANAMENTO DAL LUOGO DI RESIDENZA

 

Se durante il periodo di soggiorno del bambino, la famiglia, per cause di forza maggiore, deve allontanarsi per qualche giorno dal luogo di residenza, e quindi dall'accompagnatore, è obbligatorio che avvisi il Responsabile dei Comitato.

 

EVENTUALI RITARDI NEI RIENTRI

 

Possono verificarsi solo per infortuni o malattie che devono essere certificati da una Struttura Sanitaria Pubblica. Il verificarsi degli eventi che possono dar luogo a ritardi devono essere notificati immediatamente alla  Questura e alla Fondazione, che si attiverà per comunicarlo al Comitato Minori di Roma  e al Consolato Bielorusso in Italia.

Ogni deviazione da queste disposizioni che, si ricorda, non sono emesse dalla fondazione ma dallo Stato italiano, danno luogo a sanzioni penali.

 

BAGAGLI

 

L'Agenzia Juventus Viaggi, che cura i voli in Italia della Belavia, consente Kg. 25 di bagaglio in stiva + Kg 5 di bagaglio in cabina.

La fondazione non ammette deroghe a questa norma. Il fatto che su voli di linea sia consentita l'eccedenza di peso a pagamento, non può modificare la norma per due ragioni:

- la prima è morale; non ci sembra corretto sovraccaricare di bagagli bambini che hanno avuto la possibilità di soggiornare un mese in Italia con tutto quel che ne consegue di positivo.

- la seconda ragione é pratica: se tutti i bambini del volo, avessero bagagli in eccedenza di peso e superassero (cosa che avverrebbe molto facilmente) il limite di peso dell'aereo, a chi verrebbe impedito di viaggiare con l'eccedenza?

Quindi, onde evitare di dover togliere i chili in eccesso sul posto, è necessario che le famiglie siano corrette e che i responsabili dei Comitati controllino i bagagli prima di salire sul pullman. La stessa norma si applica agli accompagnatori. Riteniamo scorretto che un Comitato spenda soldi per il sovraccarico.

 

EVENTUALI RIMBORSI

 

Se la fondazione viene a conoscenza almeno 10 giorni prima dell’arrivo, dell'impossibilità per il minore di partire, rimborserà al Comitato l'importo netto del costo del volo aereo ma non la quota fondazione.

Dopo tale termine la fondazione rimborserà il 40% della quota volo in quanto la Compagnia Aerea tratterrà il restante 60%. Per evitare che sia la singola famiglia (dove si verificasse questa situazione) a farsi carico del costo del viaggio anche quando il bambino non arriva, la fondazione consiglia ai Comitati di accantonare una somma per tali evenienze.

Si precisa che i rimborsi verranno effettuati soltanto in presenza di specifica richiesta scritta da parte del Comitato.

 

DOCUMENTI NECESSARI PER L'ACCOGLIENZA - TEMPI E MODALITÀ

 

Ogni Comitato deve scaricare dal sito della fondazione, alla sezione modulistica, i documenti da presentare che potrebbero cambiare di anno in anno:

l nuovi comitati che intendono attivare l'esperienza, dovranno far pervenire alla fondazione la domanda di accoglimento dei bambini compilando in tutte le sue parti i documenti predisposti, almeno 120 giorni prima del periodo richiesto per l'arrivo dei bambini.

I comitati già costituiti e che hanno ospitato i bambini negli anni passati dovranno inviare la loro richiesta entro le date che ogni anno vengono stabilite e scritte sul sito internet.

Unitamente alla richiesta deve essere effettuato il versamento della “quota fondazione” per attivare le pratiche relative alla predisposizione di tutta la documentazione necessaria all’accoglienza.

Successivamente, ma almeno 60 giorni prima dell'arrivo dei bambini, la sede nazionale dovrà avere il saldo del volo areo, la dichiarazione di garanzia delle famiglie (rilasciata dalla questura) e la scheda svolgimento lezioni per chi ospita in periodo scolastico (in originale).

Le date di arrivo richieste non possono essere vincolanti, ma bisogna concedere alla compagnia aerea un margine di elasticità di circa 10 giorni.

 

COME VERSARE LE QUOTE

 

Per necessità contabili, la fondazione ha stabilito che i Comitati effettuino il pagamento in due periodi distinti:

1)     Almeno 120 giorni prima dell'arrivo del Gruppo, e comunque insieme al foglio famiglia, il Comitato, per avere avviata la propria pratica, deve inviare via fax la fotocopia del versamento della quota fondazione effettuata sul c/c 13711 ABI 01005 CAB 14400 presso BNL di Terni. Tale quota è dettagliatamente descritta ogni anno sul sito internet.

Oltre a ciò, dove è prevista, va versata la quota regionale (Regioni Lombardia, Trentino ed Emilia Romagna). Nella quota regionale sono comprese le spese per il mantenimento della sede e per i rimborsi spese dei vari delegati, nonché i contributi per i progetti, stabiliti autonomamente da ogni sede regionale.

 

2) Almeno 60 giorni prima dell'arrivo, il Comitato dovrà far pervenire via fax alla sede di Terni la copia del versamento sul c/c 13711( vedi sopra) della quota relativa al costo del viaggio aereo.

 

DETRAZIONI FISCALI PER LE FAMIGLIE CHE OSPITANO I MINORI

 

Per ottenere la ricevuta ai fini fiscali per le quote versate in merito all'accoglienza dei bambini, si devono seguire obbligatoriamente le seguenti disposizioni:

1)    La famiglia versa al Comitato, esclusivamente tramite c/c bancario o c/c postale indicando la causale" contributo liberale".

2)    Il Comitato versa le quote delle famiglie in totale sul c/c 13711 della fondazione indicando sempre la stessa causale.

3)    Successivamente invierà a Terni la richiesta delle ricevute valide ai fini fiscali emettendo una lista dettagliata dove si evidenzia: cognome e nome del contribuente, indirizzo, codice fiscale, somma versata nonché bonifico totale effettuato.

4)     Dovrà inoltre allegare gli originali delle contabili bancarie di ogni contribuente.La contabile corretta a macchina o a mano non sarà presa in considerazione a meno che tale correzione non sia convalidata dalla banca con timbro e firma a ridosso della stessa.

La fondazione non potrà emettere le ricevute ai fini fiscali se le contabili non riportano il numero progressivo dell’operazione bancaria. Se tutto è in regola le ricevute saranno inviate al comitato nei tempi utili per la dichiarazione dei redditi. Sarà cura del comitato inoltrare le stesse agli interessati.